5) L’AZIONE DIRETTA DEL SUB-VETTORE NEI CONFRONTI DEI COMMITTENTI DEL TRASPORTO EX ART. 7-TER DEL D.lgs. 286/2005 – RILIEVI APPLICATIVI

Viele Stehende LKWs auf einem Autobahn Parkplatz

Sono ormai trascorsi diversi anni dall’entrata in vigore del D.L. 103/2010

che ha introdotto l’art. 7-ter del D.lgs. 286/2005, con il quale il legislatore ha deciso di conferire al sub-vettore il diritto di agire direttamente nei confronti di tutti coloro che hanno ordinato il trasporto, per ottenere il pagamento del nolo.

L’art. 7-ter, come noto, stabilisce infatti che il vettore che “ha svolto un servizio di trasporto su incarico di altro vettore, a sua volta obbligato ad eseguire la prestazione in forza di contratto stipulato con precedente vettore o direttamente con il mittente, inteso come mandante effettivo della consegna, ha azione diretta per il pagamento del corrispettivo nei confronti di tutti coloro che hanno ordinato il trasporto, i quali sono obbligati in solido nei limiti delle sole prestazioni ricevute e della quota di corrispettivo pattuita, fatta salva l’azione di rivalsa di ciascuno nei confronti della propria controparte contrattuale.”

Considerata la portata innovativa della norma e la sua sempre più vasta applicazione tra gli operatori del settore, si ritiene utile osservare brevemente quali siano state, in questi anni, le risposte interpretative fornite dalla giurisprudenza.

Ebbene, la giurisprudenza maggioritaria, chiamata a risolvere la moltitudine di controversie insorte a seguito di tale normativa, si è sempre mostrata molto favorevole alla sua applicazione e sostanzialmente non pone limiti alla suddetta azione diretta.

La ratio è evidentemente quella di fornire una maggior tutela ai vettori effettivi, che svolgono il trasporto e che sostengono i relativi costi.

Tuttavia la norma così interpretata va inevitabilmente a discapito dei committenti, i quali spesso si trovano costretti a pagare due volte: la prima al vettore contrattuale, come da contratto di trasporto, la seconda al sub-vettore che esercita l’azione diretta nei loro confronti. Senza che vi sia alcuna possibilità di opporvisi.

Infatti, la dimostrazione di aver già corrisposto il dovuto pagamento al primo vettore non è considerata una valida eccezione, e il committente che si trova costretto ad effettuare il doppio pagamento ha come unica soluzione quella di intentare un’azione di rivalsa nei confronti del primo vettore, per la restituzione delle somme pagate ex art. 7-ter.

I giudici di merito sono inoltre unanimi nel ritenere che il sub-vettore abbia diritto di agire in via diretta per il pagamento delle proprie fatture nolo anche mediante ricorso al procedimento monitorio, al fine di ottenere un decreto ingiuntivo direttamente contro il committente ex art. 7-ter e non contro il primo vettore, anche se le fatture sono intestate a quest’ultimo.

Invero, ad oggi, sembra che l’unica pronuncia giudiziale che limita l’ambito di applicazione della norma in oggetto sia da rinvenire nella Sentenza emessa dal Tribunale di Torino in data 28-09-2015, con la quale il Giudice ha sostenuto che la disposizione di cui al citato art. 7-ter debba trovare applicazione solo fra soggetti c.d. “in bonis”, mentre se interviene il fallimento del primo vettore devono trovare applicazione le norme speciali dettate dalla Legge Fallimentare.

La suesposta sentenza è rimasta unica nel suo genere ed è oggi ampiamente e spesso, in realtà, impropriamente utilizzata dai committenti, al fine di evitare di sottostare alla gravosa disciplina del “doppio pagamento”.

Occorre infatti precisare che il caso oggetto della sopracitata pronuncia riguardava l’ipotesi di un committente che non aveva ancora corrisposto alcunché al primo vettore, per cui il curatore fallimentare (del primo vettore) aveva effettivamente diritto a rivendicare il pagamento dei noli non ancora percepiti,  e gli stessi non potevano essere invece versati direttamente al sub vettore, ex art. 7-ter, perché ciò avrebbe compromesso la par condicio creditorum  e alterato l’attivo fallimentare.

Infatti, purché sembri paradossale, qualora invece il committente abbia già versato il pagamento del nolo al primo vettore e questi solo successivamente sia fallito, il committente è comunque tenuto a pagare anche il sub vettore ex art. 7-ter, poiché ciò non comporterebbe alcun pregiudizio all’attivo fallimentare. Anzi, sarà poi eventualmente il committente a decidere di insinuarsi al passivo al fine di esercitare il suo diritto di regresso ed ottenere così la restituzione delle somme doppiamente versate.

 

4) LEGGE SUL TESTAMENTO BIOLOGICO N. 219/2017 DEL 16/01/2018

 

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La Legge n. 219/2017 contenente le disposizioni sul c.d. “testamento biologico” è composta da 8 articoli che analizzeremo brevemente.

L’articolo 1 riguarda il consenso informato, stabilendo che nessun trattamento sanitario possa essere iniziato o proseguito se privo del “consenso libero e informato della persona interessata”. Per trattamento sanitario si intendono la nutrizione artificiale e l’idratazione artificiale.

In buona sostanza il paziente correttamente informato ha il diritto di rifiutare ogni trattamento sanitario e il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente rimanendo esente da responsabilità civile e penale.

L’articolo 2 riguarda la terapia del dolore, il divieto di ostinazione irragionevole nelle cure e la dignità nella fase finale della vita, stabilendo che il medico deve adoperarsi per alleviare le sofferenze del paziente anche in caso di rifiuto del trattamento sanitario indicato dal medico stesso, garantendo quindi al paziente un’appropriata terapia del dolore e l’erogazione delle cure palliative ex L. 38 del 15/03/2010.

Inoltre l’art. 2 stabilisce che davanti ad un paziente in punto di morte il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione di cure.

L’articolo 3 riguarda il diritto al consenso informato per minori e incapaci. Per i primi il consenso viene espresso o rifiutato dal genitore o dal tutore, per i secondi viene espresso o rifiutato dal tutore o dall’inabilitato stesso o dall’amministratore di sostegno sentito comunque l’inabilitato.

Se vi è contrasto tra le decisioni di questi soggetti e il medico la decisione finale viene rimessa al Giudice tutelare.

L’articolo 4 riguarda la grande novità del DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento sanitario o di accertamento diagnostico), documento con il quale il disponente, in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, può esprimere la propria volontà in materia di trattamenti sanitari con l’indicazione del soggetto di fiducia (fiduciario), necessariamente maggiorenne e capace di intendere e di volere, che ne faccia le sue veci.

Le DAT sono redatte per atto pubblico o scrittura privata autenticata o per scrittura privata consegnata direttamente dal disponente presso il proprio ufficio di stato civile del proprio comune di residenza.

L’articolo 5 riguarda la pianificazione condivisa delle cure tra medico e paziente in caso di evoluzione di patologia cronica e invalidante; in tali casi il paziente può esprimere il proprio consenso rispetto a quanto prospettato dal medico e può anche nominare subito un fiduciario.

Gli articoli da 6 a 8 sono norme di applicazione.

Con l’introduzione di questa legge, tutti i Comuni italiani dovranno dotarsi di un registro dei testamenti biologici nel quale tutti i residenti potranno far registrare il proprio testamento biologico contenente le disposizioni anticipate di trattamento anticipate o di accertamento diagnostico.

 

3) SULL’ASSEGNO DIVORZILE: SENTENZA CORTE DI CASSAZIONE N. 11504/2017 DEL 10/05/2017

 

DIVORZIO

Non sarà più l’assegno divorzile “di una volta”.

In attesa di conoscere la pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, chiamate a risolvere i contrasti giurisprudenziali che si sono recentemente formati intorno alla questione relativa al criterio che dà diritto all’assegno di divorzio, tale materia è stata comunque già rivoluzionata dal nuovo corso della giurisprudenza di merito e di legittimità.

In particolare si richiama la sentenza n. 11504/2017 con cui la Cassazione ha riconosciuto all’ex ministro dell’Economia Vittorio Grilli il diritto a non dover mantenere la moglie, in quanto economicamente autonoma e scardinando così il principio dello “stesso tenore di vita” goduto in costanza di matrimonio (ancora più recente è la sentenza della Corte d’Appello di Milano nella vertenza Lario/Berlusconi, che segue il nuovo solco tracciato dal precedente di cui sopra).

La non autosufficienza economica del coniuge più debole è ora il parametro basico sul quale sarà disputata la legittimità di una richiesta di assegno divorzile.

Ciò non toglie che, in caso di divorzio, l’ex coniuge che svolga attività lavorativa, possa comunque ottenere un assegno divorzile, che valga ad integrare il suo reddito, anche in considerazione degli oneri concreti che lo stesso sostiene, del suo patrimonio, della sua salute e della sua collocazione nella società. Il criterio dell’autosufficienza è pertanto un concetto variabile. Al riguardo merita attenzione una sentenza della Corte d’Appello di Genova (n. 106/2017), che ha ritenuto opportuno considerare altresì il decoro da mantenere nell’accompagnamento della prole, nello svolgimento della propria professione e nella vita di relazione, quali validi criteri per stabilire la legittimità o meno di una assegno divorzile in favore della parte economicamente più debole. Anche la lunga durata del rapporto matrimoniale ed il contributo economico fornito altresì dalla parte finanziariamente più debole della coppia per incrementare le risorse economiche della famiglia hanno rappresentato un parametro di riferimento che ha portato la Corte a confermare l’opportunità di un assegno divorzile in favore dell’ex coniuge più debole.

 

2) SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE N. 21667/2017 DEL 19/09/2017

 

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Sentenza della Cassazione in favore del lavoratore che, in malattia, si dedicava a piccole attività lavorative extradomestiche.

Il lavoratore in malattia può dedicarsi a piccole attività extradomestiche, anche di tipo lavorativo, se queste non pregiudicano la sua pronta guarigione ed il suo rientro al lavoro.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 21667/2017, che ha dato ragione ad un lavoratore (nel caso di specie un addetto autotrenista), il quale, assente dal proprio servizio per una contusione alla spalla ed al polso sinistro, era stato licenziato per essere stato sorpreso nel negozio di proprio figlio a prestare aiuto e dove si era recato alla guida della propria autovettura.

Se il Tribunale aveva ritenuto fondato il licenziamento del lavoratore, la Corte d’Appello ed infine la Cassazione hanno invece statuito che non necessariamente la condizione di malattia, in cui versi il dipendente, debba impedire a quest’ultimo di svolgere piccole attività lavorative (fermo restando il rispetto degli obblighi di reperibilità), se queste sono compatibili con il tipo di malattia sofferta e se non ne impediscono il normale decorso verso la guarigione.

Tale pronuncia dovrà indurre perciò i datori di lavoro a valutare attentamente se certe condotte dei propri dipendenti in malattia ed apparentemente in discordanza con tale situazione, possano legittimare ad un licenziamento per giusta causa o meno.

 

1) ALCUNE PILLOLE DELLA LEGGE PER LA CONCORRENZA E IL MERCATO N. 124 DEL 04/08/2017 – 28/08/2017

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Tra le novità di maggior interesse abbiamo ritenuto di evidenziarne molto sinteticamente le seguenti:

Nell’ambito della RC-Auto: sconti significativi ed obbligatori sui premi assicurativi in favore dei clienti che accetteranno in polizza clausole anti-frode come, ad esempio, quelle implicanti l’installazione nell’autovettura della scatola nera, il cui costo sarà a carico dell’assicuratore; obbligo di fattura per l’ottenimento del risarcimento; rinnovo tacito per le polizze danni.

La legge conferma poi ciò che è già stato anticipato dalla giurisprudenza: il danno biologico assorbe il danno morale; vengono limitate le possibilità per il Giudice di personalizzare il risarcimento, che può essere aumentato solo in caso di conseguenze rilevanti sulla vita “dinamico-relazionali” e al massimo del 30% per le “lesioni non lievi” e del 20% per le “lesioni lievi”.

Poste/Notifiche atti giudiziari

Dal 10 settembre cessa l’esclusiva fino ad oggi riconosciuta a Poste Italiane relativamente alla notificazione a mezzo posta degli atti giudiziari e delle multe per le violazioni al Codice della Strada.

Banche

Maggiore trasparenza delle offerte dei servizi bancari. Un sito internet gestito dal MEF illustrerà la comparazione dei prezzi dei servizi offerti.

I clienti avranno il diritto di sostituire la polizza accessoria al mutuo, proposta dall’istituto di credito, con una propria.

Professionisti

Per i professionisti obbligo di preventivo scritto.

Farmacie

Eliminazione del tetto di 4 licenze per titolare e possibilità per i soggetti diversi dai farmacisti (inclusi soci di capitale) di acquisire la titolarità delle farmacie, ad eccezione dei soggetti attivi nella produzione del farmaco, nell’informazione scientifica sul farmaco o nell’esercizio della professione medica.

E’ previsto un tetto alla titolarità del 20% (a livello regionale) delle farmacie.

Liberalizzati gli orari di apertura delle farmacie, fatti salvi gli obblighi di apertura.

Turismo

Sanzione della nullità di ogni clausola che impedisca ad un’impresa turistico-ricettiva di non praticare alla clientela condizioni migliorative rispetto a quelle praticate dalla stessa impresa per il tramite di piattaforme di prenotazione alberghiera on line.

Anticipo della liquidazione per lavoratori inoccupati

Prevista la riforma della previdenza complementare: sarà consentito ai lavoratori inoccupati da almeno 24 mesi di anticipare la liquidazione del fondo pensione fino ad un massimo di 5 anni rispetto alla naturale scadenza; in tal caso la prestazione sarà soggetta allo stesso trattamento fiscale del TFR anticipato.